lunedì 27 giugno 2011

la fune spezzata

pubblicata da Alessandro Bonomi
27 giugno 2011 alle ore 8.17

La fune era fine e un po' sfilacciata,

usata più volte con il solito scopo

ma soprattutto un po' troppo affollata

forse minata dai denti di un topo,



comunque fiaccata dal comizio di Bossi,

ha mandato i leghisti a gambe per aria,

i più rubicondi pel vino e un po' scossi

dalla risposta referendaria;



non poco tempo in effetti è passato

da quando Milano ha mollato la presa,

irritato dal voto che fu inaspettato



il capo padano le fila rinserra

ma usando una fune ormai logora e vecchia

finiscono tutti col culo per terra !

Sandrino Bonomi.





IL CASO
Tiro alla fune alla festa della Lega
la corda si spezza sul Ticino, 30 feriti
La manifestazione organizzata dal Carroccio tra le sponde lombarda e piemontese
Il cavo teso attraverso il fiume ha ceduto facendo cadere tutti i lombardi
La locandina della manifestazione
Sono una trentina, secondo quanto si è appreso sul posto, i contusi e due le sospette fratture fra i militanti leghisti caduti a terra oggi pomeriggio, quando alla festa della Lega di Sesto Calende, si è spezzata la fune che era stata tesa sul Ticino per la sfida tra le due sponde. Tra i feritin il segretario regionale Giancarlo Giorgetti. La manifestazione lungo il fiume si è poco dopo conclusa, ovviamente più in fretta di quanto previsto.

I militanti feriti La fune si spezza

Sul lungofiume di Sesto Calende è fra l'altro arrivato da poco il leader della Lega Nord Umberto Bossi. A piazza ormai semivuota, Bossi ha rinunciato al previsto intervento dal palco e si è seduto a sorseggiare una bibita ai tavolini all'aperto di un bar, senza fermarsi a parlare coi giornalisti. Il leader del Carroccio è in compagnia, tra gli altri, del capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, del presidente del Piemonte, Roberto Cota, del capo delegazione all'Europarlamento Francesco Enrico Speroni e dell'europarlamentare Mario Borghezio.

sabato 4 giugno 2011

*IL DORMIVEGLIA*

Per chi non l'avesse ancora letto:


Secondo i bene informati, il Cainano è furibondo con Napolitano perchè ha invitato i grandi della terra alla parata del 2 giugno, ma soprattutto perché quelli hanno accolto l’invito. Li avesse chiamati lui, avrebbero inventato ogni scusa pur di scampare al consueto stalking (“Dear Obama..., ho un problema: la dittatura delle toghe rosse”). Invece sono venuti di buon grado e lui stigmatizza la cosa come ”invasione di campo”. Giusto: chi si crede di essere questo Napolitano? Il capo dello Stato? Essendo chiaro che i vari Biden, Juan Carlos, Peres, Abu Mazen, Karzai non erano lì per lui – al contrario di centinaia di cittadini accorsi all’Altare della Patria per festeggiare la Repubblica fischiandolo – il pover’ometto è apparso piuttosto svogliatello sul palco delle autorità. Onde evitare souvenir vaganti del Colosseo, ha rinunciato al consueto bagno di folla sui Fori Imperiali infilandosi nell’auto blindata e scendendone solo a distanza di sicurezza dalla gente.

Su Repubblica Alessandra Longo nota che s’è ridestato dall’encefalite letargica per un solo attimo: mentre sfilavano le crocerossine che gli ricordano tanto, almeno per l’abbigliamento, le olgettine. Poi è ripiombato in un sonno profondo, tra sbadigli, accasciamenti, improvvisi sussulti, vane masticazioni di caramelle, qualche rantolo. Nei rari momenti di lucidità, appallava con interminabili bottoni i vari Schifani, Lupi e Alfano che, essendo suoi dipendenti, lo stavano ad ascoltare o almeno glielo lasciavano pietosamente credere. A un certo punto, svegliato di soprassalto dal rombo delle frecce tricolori, ha arpionato un braccio di Juan Carlos, ignaro del protocollo che vuole i re intoccabili. Napolitano ha tentato disperatamente di dissuaderlo dall’insano gesto, mimando che non si può. Ma invano.

I sanitari che l’hanno in cura hanno poi spiegato al re di Spagna che il paziente piomba spesso in stato di semi-incoscienza, sognando bungabunga e affini. Dopodichè passa improvvisamente al dormiveglia, foriero di sintomi quantomai pericolosi: il soggetto non risponde più delle sue azioni e allunga le mani su qualunque cosa gli capiti a tiro: culi e tette di signore di passaggio, scapole e menischi di agenti di scorta, ma pure arti superiori e financo inferiori di capi di Stato e principi regnanti. Sindrome nota nella letteratura scientifica come “’ndocojocojo”. Il sovrano, molto comprensivo, ha mostrato di capire la gravità della situazione e s’è ritenuto soddisfatto, anche perché il pronto intervento dei Napolitano gli ha risparmiato la solita tirata sulla dittatura della magistratura di sinistra, da cui peraltro l’aveva messo in guardia Obama con una telefonata della vigilia. Intanto il vicepresidente americano Biden girava alla larga per sfuggire allo stalking sulla prossima riforma epocale della giustizia.

Quando infatti il Cainano, nel disperato tentativo di riconquistare il centro della scena sottrattogli dal capo dello Stato, ha convocato in fretta e furia un incontro a villa Pamphili con Medvedev e Biden, quest’ultimo con agile mossa si è sottratto alla conferenza stampa. Peccato: B. aveva pronta per lui una battuta per risollevare il prestigio internazionale dell’Italia (“Dear Biden, ma lo sai che il tuo nome ricorda tanto il bidet? Ah ah”);e un abbonamento omaggio all’Università delle Libertà appena inaugurata a villa Gernetto in quel di Monza, dov’è stato trasferito il rito del bungabunga. Qui il corpo insegnante formato da Fede, Mora, Rossella, Minetti e Tarantini erudisce i pupi e soprattutto le pupe con lezioni di teoria e pratica. Notevoli i laboratori per la sperimentazione e la ricerca applicata e le proiezioni in aula magna di documentari come “La dottoressa ci sta col professore”, “La liceale”, “La professoressa di scienze naturali”, “La ripetente fa l’occhietto al preside”. Pare che una cattedra sia riservata a James Bondi, neo-responsabile Pdl per la “filosofia dei valori”. Il Cainano però l’ha murato vivo in un sottoscala: “Intanto che studi la filosofia dei valori abbiamo da fare”.

(Marco Travaglio)

martedì 31 maggio 2011

....e come al solito: Non hai capito un cazzo!!!!

pubblicata da Rita Pani

31 maggio 2011 alle ore 9.52


Ci sarebbe molta dignità in un piccolo gesto: riconsegnare le chiavi del Paese al presidente della Repubblica, ammettendo – con dignità – d’essere invisi a un popolo stanco. Ma tu che ne sai della dignità della resa? Ci sarebbe molta dignità nei tuoi servi, se solo uno di loro tornasse ad essere libero, e ti dicesse, senza timore di perdere l’oro con cui lo ricopri, che è meglio andare e riconsegnare il paese alla vita.



Ma non è cosa per te la dignità, e come un mostro di un qualunque cartone animato, lanci strali di vendetta, minacciando di rigenerarti ancora e diventar più aggressivo e deciso. Preghino a Milano, si preparino a pentirsi a Napoli, che suona così come suonerebbe un avvertimento mafioso. E a Milano c’è chi prega, ora che i comunisti son tornati, e chi implora di metter via i bambini, che non si sa mai, bolliti, diventino concime per le rose nei giardini.



Non hai capito un cazzo. Non hai capito che se non fa tanto strano sapere che Michele Misseri, lo zio di Avetrana, è uscito dalla galera, lo fa a noi che siamo qua a roderci perché sappiamo che tu nemmeno ci entrerai mai. Non hai capito che noi – che non siamo delinquenti – rispettiamo la magistratura perché non ne abbiamo timore. Non hai capito nemmeno che a Napoli si è stanchi di camorra e promettere l’ennesimo “piano per il sud”, che significa solo ricompattare la tua alleanza con le mafie, ora che forse un po’ il culo lo stringi, per non essere stato capace di risistemare la camorra al governo di una città che – alla camorra – avrebbe avuto tanto da offrire tra abusivismo edilizio e immondizie.



Hanno capito forse al nord i padani, e non certo i leghisti – loro proprio non possono – che se gli industriali sfilano in corteo, avvolti dal silenzio da una stampa alla quale hai imposto la propaganda di Bengodi, poco gli importa di giocare a far finta che il Nord governi, con un ministro e tutto il ministero, magari a portata di schioppo da Malpensa, l’aeroporto che non c’è più, svenduto con tutto un altro pezzo d’Italia agli amici tuoi, sempre gli stessi, quelli che non hanno avuto remore nemmeno a far soldi ballando sui cadaveri degli aquilani terremotati. Hanno capito, forse, che la loro lega sta imparando in fretta da te, a fottersene di loro e gonfiarsi di danaro e potere, da distribuire, sì, ma ai loro parenti e alla loro cerchia di patetici ladroni.



Non hai capito un cazzo. Che, per esempio, sarebbe bene che andassi sulle tue gambe, sfoderando l’ultimo inutile sorriso di una bocca che sembra anche quella esageratamente piena di denti, per un popolo che sta scordando il gusto di masticare. Non hai capito che non ne sono rimasti troppi, a non aver capito il tuo stupido bluff, quello di esserti montato solo una mascella mussoliniana, ma di non essere un attore credibile come lui, che almeno la parte del despota la sapeva recitare mandando la gente a morire, e non come te attore d’avanspettacolo, più Ciccio Formaggio che Rambo, che spara barzellette anziché pallottole, ad un popolo che riderà solo, quando finalmente comprenderai che è ora per te di finire come craxi, fuori dall’Italia che anela solo dimenticarsi di te.



E sarà patetica la tua fine, perché davvero non hai capito un cazzo: nemmeno che sarà un Bruto qualunque, forse il più miserabile, quello che finalmente ci salverà.



Rita Pani (APOLIDE)

lunedì 30 maggio 2011



Giuseppe Fiamingo:

Dal grande MARCO TRAVAGLIO:"Nel momento della prova suprema,il nostro pensiero va a Silvio.A furia di evocare il cadavere del comunismo ha finalmente portato un comunista a sindaco della sua città.
A furia di chiedere un voto contro i magistrati è riuscito a far eleggere un magistrato a sindaco di Napoli.
Grazie Silvio,avanti così"

IL DROGHIERE INGORDO

C' era 'na volta un gran stregone ,
la cui ossessione era er potere ,
sperimentò 'na tragica pozione ,
quanti gonzi lui convinse a bere !

Allo scopo aprì 'na farmacia ,
tutta luci e gran festoni ,
ai più attecchì 'na malattia :
er gran " virus dei cojoni " !

S' offuscarono le menti ,
chi se droga nun connette ,
allucinati e assai contenti ,
tra barzellette , culi e tette !

Ma come tutti i grand' ingordi ,
nun capì il limite allo spaccio ,
la coscienza rimbombò dentro a li sordi
che se liberaron dar mendace abbraccio !!!

( Bruno Panuccio 30 /05 / 2011 )





venerdì 27 maggio 2011

















sabato 21 maggio 2011

due versioni.....anzi tre............


IN MEMORIA



Silvio, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale...,
Quando beltà splendea
Nei tuoi occhi violenti e lascivi,
E tu, lieto e mafioso, sulla nave
In gioventù salivi?
Sonavan le tasche
Vuote, per tutto il giorno,
Al tuo melenso canto,
Allor che all'opre piduiste intento
Sedevi, assai contento
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il seme mafioso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il Progetto mio, Progetto 2,
Di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni della Secreta Loggia
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
che in altri lidi si chiamava Mano Nera.
Vergava senza meno,
Degli affiliati i ruoli,
E quindi questo da dove, e quello donde.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io covava in seno.
Che pensieri sovversi,
Che speranze, che cori, o Silvio mio!
Quale allor ci apparìa la P2 e la NATO!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un arresto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O dittatura, o dittatura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? Perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che Alfano indurisse il nerbo,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Peristi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi:
Non ti molceva il core
La dolce lode de il Giornale


O dei sodali come Minzolini:
Nè poscia tu riuscivi
A cancellar Costituzione.
Anche perìa fra poco
La speranza mia dolce: darti o Silvio
Con quel trapianto
La giovanezza. Hai come,
Come passato sei,
Caro camerata dell'età mia nova,
Mia golpistica speme!
Questo è quel mondo? Questi
i letti, l'amor, ruby ed altre venti
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questo il prurito che senti?
All'apparir del vero
Tu, misero, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.

(Licio gelli chiede scusa a Giacomo Leopardi per lo scempio della sua somma opera)Mostra altro
di: L'ANTIFASCISTA




Non è mai troppo tardi!
domenica 10 gennaio 2010

OPERA PRIMA Non è mai troppo tardi!

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ODE A SILVIO di LAURA PICCHETTI


Silvio, rimembri ancora
quel tempo di tua vita mortale,

quando montagne i soldi tu facevi
che poi solevi
ammucchiar con le pale.

Erano tanti e da amici solerti.
furtivamente, ti venivano offerti .


Accumulavi soldi come un Creso
mettendo poi nel sacco i tuoi dobloni ,
Qualcuno, ahime' , credette aver visioni
quando scendesti in campo e fosti preso,
ma prendesti noi tutti .. pei cog....i


Scendesti dunque, in campo, circondato,
da gente del tuo stampo,
l' Italia intera per poter gabbare,
....il partito fondato
e niuno ebbe piu' coraggio di fiatare.

Tra gaffe, barzellette ed intrallazzi,
per gli italiani inebetiti e pazzi,
decreti... leggi ad ufo, e un gran strafare,
e nessuno riusci' , poi, piu' te frenare .

...e tu , convinto ormai d'appartenere
a una genia di martiri e di santi ,
avendo incitrulliti tutti quanti,
gia ti vedevi, sul COLLE , restare.


Ricco egli e' gia', disser tutti in coro,
non ruba: manterra' certo decoro.

Tutti a tacer mettesti: frastornata
la sinistra depressa e inviperita ,
dal segretario Letta imbastardita,
si scordo', perfino, rintronata,
la ragione per cui , alfin e' rinata,
e il prezzo del dover : cioe' la vita!


Le prospettive poi si fecer nere ,
ma al popolo bue non dato fu sapere .
e tu..per non finir nella prigione,
pezzo per pezzo volesti smontare
il sacro libro : la Costituzione
invece di andartene in pensione.
Tanto, i pollastri ormai, piegati
e imbelli
si lasciavan prender pei fondelli.

Col rosso pelo sopra manifesti,
tu,unto dal signore ti dicesti.
Ovunque apparve il cranio tuo gia calvo,
poi, col trapianto, ti credesti in salvo.

Quello che conta era far notare
- il tuo faccione, dai schermi televisti:

Con strati di cerone ti accanisti,
per ben staccare ed il video poi bucare .

Qualcuno s'azzardo' a pensar male.
Qualcuno oso' gridare: lo si arresti.....


Odiai il tuo viso, i tuoi maldestri gesti.
la voce tua e il sorriso tuo ferale,
Il nome tuo fu presto " il grande polpo"
e al popolo ita' g ' liano fece colpo....
Cento i tuoi denti, allineati in bocca...
Tacqui per poco: guai a chi ti tocca.


Povere anime sante, riassorbite
dalla pubblicita' rese smarrite,
gli ' talioti ' di tutte le regioni,
ti doveron sorbir a pecoroni.
e molti ancor non sentono ragioni.

Alla ricerca vana di successi,
affannati , e talvolta un po' perplessi,
trascorsero gli anni a lor concessi
nell' inutile attesa dei processi,

Molti , ingordi, pero' e affatto sazi
della democrazia distrutta e sparsa.
istupiditi, dalla tua comparsa,
soltanto tesa ad occupare gli spazi,
applaudivano invero i tuoi sermoni
a bocca aperta, come dei salmoni .

Pochi vedon tragedia che s' avanza:
Chi dai media di regime ipnotizzato
s'affanna a riempire appieno la sua panza,
guardando il portavoce imbellettato.



Chi s'accapiglia a spaccar capello
chi si diverte con farsa sul .... tuo vello.

Tu polemizzi: " Fino a che vivo io
restero' in pista, ed a piacere mio !"

Tra gaffe, barzellette ed intrallazzi:
lanci l'affondo ed i processi ammazzi...
e nessuno ti blocca... e qui son ca..i !!!!



Porgo le orecchie al suon della tua voce,
- alla tua lingua, al tuo gesto veloce...
imperversante - ..su schermo gigante.
Io, la vecchietta, sul verone stante,
- basita ,ahime', dal cranio tuo ..
cangiante, dall' Italia piegata...
a pecorone. e non riesco a farmene ragione
di tanti cani che attaccati all'osso,
-che , forse , temon di saltare il fosso,

Lingua mortal non dice quel ch’io sentiva in seno.
Mi si lasci sfogare sol ora ....appieno!

Per cominciar.... dichiaro che non posso
- sopportare quel pelo tutto rosso!
Ormai soffro di cronico disgusto ....
piego in avanti , incontrollato, il busto,
ho un pensiero soltanto ricorrente,
che pervade mia mente :
"Con nero sacco della spazzatura,
perche' coprivi il viso tuo, con cura?"
domandavi a noi, dopo lo smacco :
- "perche' tant' odio? e' contro me l'attacco ? "

Se mi consenti, commento in un baleno
- con qualche rima, l'improvvida calata
che tu facesti: " Deh! rendici almeno
- cio' che pria dell' infausta tua passata
noi credevamo aver assimilata!
La patria bella sembra ormai perduta.
Senza la Legge, l' Italia è ormai fo.....a !
Da te ei tuoi sodali, solo inganni
- lascierete l' Italia negli affani.
Questa e' la sorte che con i tuoi amici
-riservate a noi poveri infelici?
Or non dimenticate: ogni onta subita
- prima o poi, va lavata con la vita!

E gia' ti vedo oramai : "sogno o sono desto?
- da chiuso morbo combattuto e pesto.
chiamato a presentarti dall' Eterno
- pria che le erbe inaridisca inverno....
Che poi, se ti ricordi: umana sorte
- ( dove t'en vai , quando è vicina morte?)
A te d'inferno s' apriran le porte
e non potrai portar con te tutte scorte.


Tu gia' il sapevi: tomba decorata
- da tempo aspetta in villa ricercata
tra le tombe feniceè, è la più bella :
opera imperitura di CASCELLA.....
l'anina tua, posera' refrigerata
- tra palle e tra compassi rimpinzata..
e Letta zio , dal Colle in Campidoglio.
unico al mondo, mostrera' cordoglio

lunedì 16 maggio 2011

Silvippiche

Son cresciuto qui a Milano,

devo dire poi non molto,

certi qui mi chiaman "nano"

comunisti scuri in volto.

V'ho avvertito, è stato vano

"voi votate un terrorista!"

sol col gesto d'una mano

fermo il bieco comunista!

Ma dovete dimostrare

che mi amate a diismisura

o quei rossi passeranno

tornerà la dittatura!

E voi ingrati moderatti

a Milano, in casa mia

non votate la Moratti

e premiate Pisapia !!??

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pubblicata da Alessandro Bonomi
il giorno lunedì 16 maggio 2011
alle ore 23.08

sabato 30 aprile 2011

PERCHE' LA VERITA' SULLE STRAGI VENGA FUORI


Claudio Senza Bavaglio Marchina:
30 aprile 2011 alle ore 16.12
"Tenete gli occhi aperti, non pensiate che la verità viene fuori da sola e che ormai si è incanalata in modo tale che inesorabilmente verrà fuori, perché occorre una grande vigilanza da parte di tutti. Io sono convinto che se non tutta la verità, parti consistenti di verità possano ancora venire fuori e l’anno che abbiamo davanti sia un anno cruciale, anche perché venga fuori buona parte della verità sulla strage di Via D’Amelio e tutta quella stagione delle stragi e della trattativa". (Antonio Ingroia)

mercoledì 27 aprile 2011

Il vertice delle scarpe "rialzate.


Il vertice delle scarpe "rialzate":
il tacco alto di Berlusconi e Sarkozy


ROMA - I tacchi non passano inosservati. E così i fotografi hanno immortalato nel corso del vertice a Villa Madama a Roma le scarpe rialzate del premier Silvio Berlusconi e del presidente francese Nicolas Sarkozy






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LE IDEE
Il populismo che si nutre di ignoranza
di BARBARA SPINELLI
Umberto Bossi e Silvio Berlusconi
QUANDO Obama vinse le elezioni, nel 2008, furono molti a esser convinti che una grande trasformazione fosse possibile, che con lui avremmo cominciato a capire meglio, e ad affrontare, un malessere delle democrazie che non è solo economico. La convinzione era forte in America e in Europa, nelle sinistre e in numerosi liberali. La crisi finanziaria iniziata nel 2007 sembrava aver aperto gli occhi, preparandoli a riconoscere la verità: il capitalismo non falliva. Ma uno scandaloso squilibrio si era creato lungo i decenni fra Stato e mercato. Il primo si era ristretto, il secondo si era dilatato nel più caotico e iniquo dei modi. Lo Stato ne usciva spezzato, screditato: da ricostruire, come dopo una guerra mondiale.

Le parole di Obama sulla convivenza tra culture e sulla riforma sanitaria annunciavano proprio questo: il ritorno dello Stato, nella qualità di riordinatore di un mercato impazzito, di garante di un bene pubblico minacciato da interessi privati lungamente dediti alla cultura dell'illegalità. Non era un'opinione ma un fatto: senza l'intervento degli Stati, le economie occidentali sarebbero precipitate. Un'economia non governata non è in grado di preservare lo Stato sociale riadattandolo, di tenere in piedi l'idea di un bene pubblico che tassa i cittadini in cambio di scuole, ospedali, trasporti, acqua, aria pulita, pensioni per tutti.

Quel che sta accadendo oggi non smentisce i fatti. Li occulta, li nega, con il risultato che i cittadini si sentono abbandonati, increduli, assetati di autorità che semplifichino le cose con la potenza del vituperio. Intervenendo per sanare il mercato, Stati e governi hanno adottato misure forse corrette ma il momento della verità l'hanno mancato, con il consenso delle opposizioni. Hanno mancato di dire che al mondo di ieri non torneremo, e che gli sforzi fatti oggi daranno frutti lentamente, perché lenta e lunga è stata la malattia capitalista. Di qui il dilagare di populismi di destra, in Europa e America, e la forza ipnotica che essi esercitano sulle opinioni pubbliche.

Prima ancora che la crisi finanziaria divenisse visibile fu l'Italia a negare i fatti, con Berlusconi e Lega. L'Italia è stato il laboratorio di forze che ovunque, oggi, sono in ascesa: in Belgio il Vlaams Belang (Interesse fiammingo), in Olanda il partito anti-islamico di Geert Wilders, in Ungheria il Fidesz, in Francia il Fronte di Marine Le Pen, in Finlandia i Veri Finlandesi.

Il rifiuto dello straniero, la designazione dell'Islam come capro espiatorio, la chiusura delle frontiere mentali prima ancora che geografiche: i populismi odierni si riconoscono in tutto questo ma la xenofobia non è tutto, non spiega la natura profonda della loro seduzione. All'origine c'è una volontà ripetitiva, sistematica, di non sapere, non vedere la Grande Trasformazione in cui stiamo entrando comunque. C'è una strategia dell'ignoranza, come sostiene il professore di linguistica Robin Lakoff, un desiderio di fermare il tempo: "L'attrattiva dei populisti scaturisce da un affastellarsi di ignoranze: ignoranza della Costituzione, ignoranza dei benefici che nascono dall'unirsi in sindacato, ignoranza della scienza nel mondo moderno, ignoranza della propria ignoranza" (Huffington Post, 30 marzo 2011).

Il vero nemico dei nuovi populismi è la democrazia parlamentare, con il suo Stato sociale e la sua stampa indipendente. Di qui le incongrue ma efficaci offensive antistataliste contro Obama, nel preciso momento in cui l'economia ha più bisogno dello Stato. Di qui il diffuso fastidio per la stampa indipendente, quando più ci sarebbe bisogno di cittadini responsabili, quindi bene informati. A tutti costoro i populisti regalano illusioni, cioè il veleno stesso che quattro anni fa generò la crisi. Ai drogati si restituisce la droga. Cos'è d'altronde l'illusione, se non un gioco (un ludus) che dissolve la realtà nelle barzellette sconce quotidianamente distillate dal capo? Cos'è il fastidio per la stampa indipendente, se non strategia che azzera la conoscenza dei fatti? Meglio una barzelletta del potente che una notizia vera sul potente.

L'Italia è all'avanguardia anche in questo campo: la concentrazione dell'informazione televisiva nelle mani di uno solo è strumento principe dell'ignoranza militante, e distraente. In Ungheria l'odio per la stampa impregna il partito del premier Viktor Orbán: le nuove leggi varate dal governo prevedono un'autorità di controllo sui mezzi di comunicazione, composta di cinque esponenti nominati dal partito di maggioranza. All'autorità spetta di verificare se la stampa è "equilibrata e oggettiva", di decidere multe o chiusure di giornali o programmi tv, di imporre ai giornalisti la rivelazione delle fonti se sono in gioco "la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico".

Anche lo straniero come capro espiatorio è gioco d'illusione, feroce, con la realtà multietnica in cui già da tempo viviamo. Il fenomeno non è nuovo. Negli anni '20-'30, la Germania pre-nazista esaltò il Blut und Boden, il sangue e la terra, come fonte di legittimazione politica ben più forte della democrazia. Oggi lo slogan è imbellito - si parla di radicamento territoriale, davanti a una sinistra intimidita e plaudente - ma la sostanza non cambia. La brama di radici, ancora una volta, impedisce il camminare dell'uomo e lo sguardo oltre la propria persona, il proprio recinto. Consanguineità e territorio divengono fonti di legittimazione più forti della Resistenza.

Helsinki ladrona, Roma ladrona, Washington ladrona: si capisce da questo slogan (lo stesso in Finlandia, Italia, America) come l'anti-statalismo sia centrale. Come la xenofobia sia il sintomo più che la causa del male. Vedendo che la crisi perdura, le popolazioni hanno cominciato a nutrire un'avversione radicale verso l'idea stessa di uno spazio pubblico dove la collettività, tassandosi, difende i più deboli, i più esposti. I populisti non temono di contraddirsi, anzi. D'un sol fiato si dicono antistatalisti e promettono uno Stato controllore, tutore dell'etnia pura, normalizzatore delle coscienze e delle conoscenze.

I sondaggi sul successo del Tea Party, il movimento neoliberista Usa, lo confermano. La molla decisiva non è il razzismo: è il rigetto della riforma sanitaria di Obama, del principio dell'etica pubblica. L'etica pubblica mette tutti davanti alla stessa legge, perché nessun interesse privato abbia la meglio. Lo Stato etico dei populisti impone il volere del più forte: Chiesa, lobby, etnia. Lo chiamano valore supremo, non negoziabile. In realtà è puro volere: suprema volontà di potenza.

Come mai le cose sono andate così? Come mai Obama può perdere le elezioni? In parte perché i governi hanno sottovalutato l'enorme forza del risentimento. In parte perché non hanno spiegato quel che significa, nel mondo globalizzato, salvare il bene pubblico. Ma è soprattutto la verità che hanno mancato: sono quattro anni che descrivono la crisi come superabile presto, il tempo d'arrivare alle prossime elezioni. Obama stesso ha omesso di spiegarla nella sua lunga durata: come qualcosa che trasformerà le senescenti società occidentali, che le obbligherà a crescere meno e integrare giovani immigrati, se non vorranno scaricare i propri anziani come il vecchio capofamiglia sulla sedia a rotelle che i nazisti gettano dalla finestra nel Pianista di Polanski. Per paura elettorale i governanti celano la verità, e ora pagano il prezzo.

Anche l'Europa ha la sua parte di colpe. Gli strumenti li avrebbe: può usare l'articolo 7 del Trattato di Lisbona, contro le infrazioni antidemocratiche in Italia o Ungheria. Può costruire una politica dell'immigrazione, avendone ormai la competenza. Se non lo fa, è perché non guarda ad altro che ai parametri economici. Perché è indifferente all'ethos pubblico. Perché quando esercita un potere, subito se ne pente. Perché dimentica che anch'essa è nata nella Resistenza.

Nel momento in cui la sua fonte di legittimazione politica è usurpata (al posto della Resistenza: il radicamento territoriale) l'Europa ammutolisce. Ha vergogna perfino delle cose non sbagliate che ha fatto: del comportamento che ebbe nel 2000, ad esempio, quando i neofascisti di Haider divennero determinanti nelle elezioni austriache del '99. Non mancarono certo gli errori: troppo presto si usò l'arma ultima delle sanzioni, presto abbandonate. Ma anche se disordinatamente, l'Unione almeno reagì, s'inalberò. L'Austria fu costretta a riaprire ferite tenute nascoste, a discutere colpe sempre negate, e il suo volto cambiò. Se l'Unione è così invisa ai populismi vuol dire che potrebbe far molto, se solo lo volesse.

giovedì 10 marzo 2011

APPELLO NUMERO UNO :

ATTENZIONE NAPOLETANI!!

..IL NUCLEARE.....








Davide B 11/03/11, 02:25
Caro Luigi, in bocca al lupo per le prossime elezioni, vorrei essere napoletano per poterti votare ancora. Ti inoltro la mail che ho mandato ieri a Nichi Vendola: Ill.mo Presidente Vendola, o meglio, caro Nichi, ho letto oggi con profondo dispiacere la tua intervista rilasciata al Corriere del mezzogiorno riguardo le prossime comunali nel capoluogo campano.
Vengo subito al dunque: dovevi appoggiare la candidatura di Luigi De Magistris, senza se e senza ma (come piace dire ai politici).
Parli di discontinuità con il passato nell'intervista e non ti schieri dalla parte del candidato IDV? che senso ha? chi è più "discontinuo" di De Magistris?
Parlare con Orlando (che ha scritto una bozza di riforma sulla giustizia vergognosa, degna di Ghedini) e con il PD dopo le primarie truccate di poche settimane fa ed i decenni di malgoverno della città, senza imporre una linea chiara di sostegno alla proposta dell'IDV e della società civile (non dimentichiamolo!) è stato a mio parere un errore grossolano.
Tra l'altro, anche se questo non conta, De Magistris è sempre stato un tuo sostenitore, lo sai bene.
Non si possono ancora una volta sacrificare gli ideali e l'etica politica in nome di una non ben definita unitarietà traballante. Prima l'etica e l'onestà intellettuale (e non solo) e poi tutto il resto; lo dici sempre nei tuoi bei discorsi e poi?
in linea di principio è come baciare la mano a Gheddafi perchè, sì uccide, tortura e priva dei diritti fondamentali i suoi sudditi, però porta soldi all'Italia. Basta con la realpolitik!
Il PD campano non è certo immacolato ed inoltre è in difficoltà; tocca a loro piegarsi stavolta. Senza contare che De Magistris potrebbe essere uno dei pochi cavalli vincenti. Al PD piace perderle le elezioni, è ormai evidente, ma a te non è mai piaciuto; ed allora perchè? il compromesso!
così non si volta mai pagina. Tornare sui propri passi, quando ci si rende di aver sbagliato, è onorevole. Con affetto e speranza.
Daniele Barchetta, un cittadino pugliese.
DB





lunedì 28 febbraio 2011

Luigi De Magistris

A chi non piace la scuola pubblica?
Ai tiranni

28 febbraio 2011

Il recente attacco all’istruzione pubblica, la discriminazione verso le coppie di fatto, la retorica sulla sacralita’ della vita: Berlusconi offre il suo cadeu al Vaticano per cercare di recuperare quel consenso che la pratica del bunga bunga gli ha alienato Oltretevere.

Le parole offensive verso la formazione statale -dove a dire del premier si annidano pericolosi “professori che cercano di inculcare principi contrari a quelli delle famiglie”- assume però un valore particolare.
Diciamo anche una pericolosità specifica. Sul fronte della formazione pubblica si gioca, infatti, una battaglia importante all’interno della partita autoritaria di questo esecutivo, come accade in ogni regime autocratico che si “rispetti”.

Cosa c’è di più minaccioso delle coscienze critiche, soprattutto giovanili, per chi tenta di mistificare la realtà politica e sociale, piegandola al servizio dei suoi interessi giudiziari?


Cosa c’è di più minaccioso delle coscienze critiche, soprattutto giovanili, quando diventano impermeabili al modello imposto dal berlusconismo: quello del “produci, consuma, crepa”, della tirannide dell’avere sull’essere, del trionfo del clientelismo sul merito?

Il pensiero critico e la coscienza libera sono l’antidoto più incisivo contro il piano reazionario in atto da tempo e che risponde all’esigenza di Berlusconi di salvarsi dai procedimenti giudiziari, a costo di sacrificare la salute democratica del Paese, trascinandolo in una conflittualità istituzionale senza precedenti. Una conflittualità che vuole ridurre il Parlamento a ratificatore passivo dei suoi provvedimenti ad personam e gli organi di garanzia costituzionale a silenziosi osservatori.



IERI A NAPOLI...............IL POPOLO LO VUOLE.


....



Non casualmente, l’Ocse evidenzia che l’Italia è tra le nazioni che investe meno nell’istruzione pubblica: 4,5% del Pil contro la media del 5,7%.

Mentre 8 miliardi di euro sono stati tagliati in tre anni, insieme a 130 mila insegnanti e 45 mila tecnici ata.

Mentre 245 milioni di euro sono stati dirottati a favore delle scuole ed università private.



Per non parlare del tempo pieno falcidiato, della crescita del numero di alunni per classe, delle condizioni di sicurezza delle strutture e degli edifici.
Questa politica di distruzione scientifica della formazione statale risponde alle esigenze personali dell’imputato Berlusconi, che non si rassegna ad esser tale.
Per perseguirle, il presidente del Consiglio (imputato fuggitivo dalla legge) tenta la conquista culturale della società., cerca di drogare il consenso a suo favore, procede ad imporre una rivoluzione (involuzione) antropologica per mezzo delle sue tv e dei suoi giornali.

Siamo all’anno zero della democrazia ed il rischio per noi è altissimo. Per questo, la manifestazione indetta per il 12 marzo a difesa della Costituzione deve essere anche l’occasione perché la società civile scenda in piazza a protezione della scuola e dell’università pubbliche.

Queste “fucine del pensiero”, dove si formano le generazioni future, sono anche la culla della speranza per la democrazia che siamo e soprattutto che saremo. E per tale ragione, non piacciono ai tiranni.
Luigi de Magistris www.demagistris.it






Biografia


Da ragazzo, ha frequentato il Liceo Pansini del quartiere del Vomero di Napoli, diplomandosi con 51/60. Ha intrapreso la carriera di magistrato nel 1995 e dal 1998 al 2002 è stato magistrato presso la Procura della Repubblica di Napoli per poi passare come Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro. Nel 2009 lascia la magistratura e si candida alle elezioni del Parlamento europeo come indipendente nell'Italia dei Valori.
Diventato europarlamentare viene anche eletto in data 20 luglio 2009 presidente della commissione del Parlamento Europeo preposta al controllo del bilancio comunitario.
Appartiene ad una famiglia che ha dato in linea diretta già tre esponenti alla carriera magistraturale: il bisnonno fu oggetto di attentato per aver perseguito il malaffare nei primi anni dell'Unità d'Italia.

Inchieste

L'inchiesta Poseidone
È un'indagine lanciata nel maggio 2005 per un presunto uso illecito di denaro pubblico legato agli aiuti comunitari per 200 milioni di euro.
Associazione a delinquere finalizzata alla truffa è il reato ipotizzato dalla Procura di Catanzaro nei confronti del generale della guardia di finanza Walter Cretella-Lombardo, consigliere del vicepresidente dell'Unione europea e commissario europeo alla Giustizia, Franco Frattini. La Procura calabrese ha fatto perquisire l'abitazione romana dell'alto ufficiale ed il suo ufficio ad Ostia e sequestrato computer, cd rom e documentazione cartacea.
Le perquisizioni sono iniziate in seguito al ritrovamento a casa di uno degli indagati, Giovambattista Papello, ex subcommissario per l'emergenza ambientale della Regione Calabria, di un biglietto da visita dell'ufficiale, sul quale era scritto a mano il suo numero del telefono cellulare. A Papello furono trovate, tra l'altro, alcune intercettazioni illegali di colloqui telefonici, risalenti al novembre 2004, dell'ex presidente dell'ANAS, Vincenzo Pozzi, con il segretario dei Democratici di Sinistra, Piero Fassino, e con Pietro Folena.
Tra i materiali gli investigatori trovarono anche il biglietto da visita del generale Cretella-Lombardo, che comanda la Scuola di polizia tributaria delle Fiamme gialle con sede ad Ostia, e all'epoca comandava il secondo reparto della guardia di finanza addetto alla collaborazione internazionale e all'interscambio con le polizie di altri paesi.
L'inchiesta Poseidon riguarda una serie di presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti destinati alla depurazione.

Tra gli altri sono indagati il segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa, in qualità di socio di una società che avrebbe ricevuto un finanziamento per realizzare nel cosentino uno stabilimento per la produzione di dvd, realizzato soltanto in parte, nel quale non sarebbe mai stata avviata la produzione; l'ex presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell'istituto Garante per la privacy, l'ex assessore regionale all'Ambiente, Domenico Basile, uno degli uomini di punta di Alleanza Nazionale in Calabria.
Le indagini condotte dai carabinieri ruotano attorno alla destinazione ed all'utilizzo di duecento milioni di euro ed hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione regionale di controllo della Corte dei conti.


L'OLAF, l'agenzia antifrode dell'Unione europea, ha contestato un reato di frode comunitaria a Papello, Cesa e Fabio Schettini, già segretario dell'ex ministro di Forza Italia Franco Frattini, poi commissario europeo, oggi Ministro degli Affari Esteri.
L'inchiesta è stata tolta a De Magistris dal procuratore Mariano Lombardi per irregolarità procedurali.

L'inchiesta SbP L'inchiesta verte su contributi europei chiesti per l'avvio di una attività imprenditoriale in Calabria che avrebbe dovuto creare occupazione per 40 persone.
Nell'inchiesta risulta indagato anche il segretario dell'UDC Lorenzo Cesa.

L'inchiesta Why not
.

L’inchiesta, chiamata Why Not dal nome di una società di lavoro interinale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell’indagine, ha registrato un momento di svolta il 18 giugno 2007 quando il pm De Magistris ha fatto eseguire dai carabinieri 26 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati.
Tra loro anche Pietro Scarpellini, consulente "non pagato", come precisò all’epoca Palazzo Chigi, della Presidenza del Consiglio.
Nell’inchiesta risultano indagati, inoltre, Luigi Bisignani, consulente della Ilte spa, ed il senatore Giancarlo Pittelli, di Forza Italia.
Un ruolo centrale nella vicenda sarebbe stato svolto dall’imprenditore Antonio Saladino, allora presidente della Compagnia delle Opere della Calabria.
L’inchiesta ruota attorno anche a presunti contatti tra Saladino e l’allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi.
Contatti successivamente smentiti dalle inchieste.
Negli atti dell’inchiesta figurano anche alcune intercettazioni telefoniche riguardanti colloqui tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella, la cui posizione è stata successivamente archiviata per insussistenza dei fatti, e l’imprenditore Antonio Saladino.
Da notare che Clemente Mastella aveva chiesto precedentemente il trasferimento di De Magistris e il CSM ha rimandato il trasferimento a dicembre 2007.
Alla fine sia De Magistris che i suoi collaboratori sono stati rimossi dall’inchiesta. La vicenda ha creato un grave conflitto senza precedenti tra le Procure di Salerno e Catanzaro, creando un caso nazionale che ha fatto intervenire anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il pm De Magistris e il ministro Mastella, per motivi opposti, sono stati entrambi oggetto di minacce.

Altri indagati nell’inchiesta sono il generale Paolo Poletti, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, Nicola Adamo (Ds), in quella fase vicepresidente della Regione Calabria, Mario Pirillo (ex-Margherita, poi Pdm), assessore regionale all’agricoltura e un consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri.

Il 19 ottobre 2007 la procura di Catanzaro, nella persona di Dolcino Favi (avvocato generale dello Stato e procuratore generale reggente a Catanzaro), ha avocato a sé, per presunta incompatibilità, l’inchiesta, sottraendola a De Magistris.
Il Pg facente funzioni ha inoltre disposto che la notizia venisse ufficialmente comunicata al P.M. solo il 22 ottobre. De Magistris dichiarerà infatti in un’intervista a Repubblica di esserne venuto a conoscenza dalla stampa.
Giova ricordare che Favi, comunque, già nel 1989 era stato oggetto di attenzioni da parte del CSM e della Camera dei Deputati per «essere dedito a sistematiche violazioni di norme, in particolare di quelle poste a presidio dei diritti fondamentali dell’individuo».
Giova anche ricordare che Favi avocò "Why Not" giusto una settimana prima che scadesse la sua carica a procuratore e quando il CSM aveva già nominato il procuratore titolare, attuando l’avocazione in una forma particolarmente aggressiva (facendo, cioè, aprire, a insaputa del PM, la cassaforte dell’ufficio, prelevandone tutti gli atti d’inchiesta).

Infine anche la presunta incompatibilità sostenuta da Favi (riguardante l’iscrizione sul registro degli indagati il ministro Mastella, che aveva chiesto il trasferimento di De Magistris), si è rivelata inesistente poiché Mastella era stato iscritto come senatore, e che le intercettazioni disposte dalla procura (come risulterà, a febbraio 2009, dai giudici di Salerno) erano perfettamente legittime poiché non vi era modo di associare preventivamente l’utenza usata anche da Mastella ad un parlamentare.

L'inchiesta Toghe lucane De Magistris ha infine indagato sul caso denominato Toghe lucane. Secondo il giudice un "comitato d'affari" comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata.
La guardia di Finanza ha perquisito nei primi mesi del 2007 le abitazioni e gli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico Filippo Bubbico (Ds), del procuratore generale di Potenza Vincenzo Tufano, dell'avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della squadra mobile di Potenza Luisa Fasano.

Le ipotesi di reato addotte da De Magistris sono quelle di abuso d'ufficio per Tufano; corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere per Labriola; abuso d'ufficio per Fasano; abuso d'ufficio, associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per Bubbico che è stato presidente della Regione Basilicata.

Nell'inchiesta sono indagati uomini politici, amministratori, imprenditori, funzionari e magistrati in servizio in Basilicata (fra questi ultimi, uno ha lasciato la magistratura e altri sono già stati trasferiti in altre sedi dal Consiglio Superiore della Magistratura).

Bubbico, si legge nel decreto di perquisizione redatto dal pm di Catanzaro De Magistris, è "il punto di riferimento politico apicale, unitamente ad altri appartenenti alla politica", nel "comitato di affari" al centro dell'inchiesta. L'inchiesta avrebbe messo in luce, sempre a carico di Bubbico - che è stato presidente della Giunta regionale della Basilicata nella passata legislatura - "una logica trasversale negli schieramenti", con il "collante degli affari". Successivamente per quasi tutti i più di 30 indagati da De Magistris è stata richiesta l'archiviazione o l'assoluzione.

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura il trasferimento cautelare d'urgenza di De Magistris, per presunte irregolarità nella gestione del caso Toghe lucane.

In aprile 2009, Il Gip di Salerno Maria Teresa Belmonte ha prosciolto Luigi De Magistris (ormai dimessosi da mesi) dall'accusa di rivelazione di segreti d'ufficio e abuso d'ufficio nell'ambito di questa inchiesta.
Scelta che fa seguito alla decisione della Cassazione del 2 aprile di non spostare la sede del procedimento, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ex coordinatrice della Dda di Potenza, Felicia Genovese, finita a sua volta nell'inchiesta "toghe lucane" ad opera dell'ex pm De Magistris.

Il trasferimento
Il 21 settembre 2007, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al CSM il trasferimento cautelare di De Magistris e del procuratore capo Mariano Lombardi. La richiesta venne proposta a seguito dell'istruttoria condotta dagli ispettori del ministero negli uffici giudiziari di Catanzaro e di Potenza: gli ispettori ritennero di aver rilevato "gravi anomalie" nella gestione del fascicolo "Toghe lucane", contestando a De Magistris il suo rifiuto a riferire gli sviluppi dell'inchiesta al procuratore capo Lombardi.

La notizia balza subito alle attenzioni della cronaca nazionale grazie al movimento Ammazzateci tutti, sceso subito in difesa del Pm promuovendo numerose manifestazioni di protesta contro la decisione ed a sostegno di De Magistris in Calabria ed in tutta Italia.

Il CSM si è dapprima riservato di decidere il 17 dicembre 2007; successivamente ha rinviato la decisione, per approfondire ulteriormente la situazione, al 18 gennaio 2008. In tale data è stato disposto il trasferimento di Luigi De Magistris da Catanzaro e dalle funzioni di pubblico ministero: si tratta di una pena accessoria rispetto alla condanna principale di censura.
La notizia è giunta, tra l'altro, il giorno seguente alle dimissioni del ministro Mastella.

De Magistris, contemporaneamente, è stato assolto dall'accusa di non aver adottato le misure necessarie per impedire la "fuga di notizie" sull'inchiesta Why Not e da quella di aver avuto "rapporti disinvolti" con la stampa.

Il provvedimento non è immediatamente operativo, quindi sarà subordinato alla pronuncia definitiva da parte delle sezioni unite civili della Corte di Cassazione, di fronte alle quali il pm potrà richiedere l'impugnazione del verdetto del CSM.

Interrogazioni parlamentari [modifica]Dal 2003 è oggetto di interrogazioni parlamentari che ne sostenevano l'incompatibilità ambientale e ne chiedevano l'allontanamento da Catanzaro.
In una di queste interrogazioni l'allora senatore di Alleanza Nazionale Ettore Bucciero ha chiesto e ottenuto - nel gennaio 2006 - un'ispezione ministeriale a carico del PM; provvedimenti avvenuti in concomitanza con due delle sue indagini, Poseidon e Why Not (entrambe sottrattegli), in cui stava indagando su personaggi politici di spicco, mafia e massoneria.

L'attività del dottor De Magistris si è scontrata più volte con il mondo politico e parte della stampa ha sottolineato che da parte degli organi di potere vi sono stati tentativi di fermare le sue inchieste, mentre altri giornali hanno invece criticato più o meno aspramente il suo operato.

Sul tema, molto controverso, sono state presentate anche interrogazioni parlamentari favorevoli al magistrato, dal deputato Falomi di Rifondazione Comunista con risposta del sottosegretario Li Gotti[7] in appoggio a Luigi De Magistris.
Ingresso in politica [modifica] Luigi de MagistrisIl 17 marzo del
2009, con un post sul blog di Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris annuncia il suo ingresso in politica.
Si unirà all'Italia Dei Valori per le elezioni Europee del 2009, lasciando, così:

« un lavoro al quale ho dedicato quindici anni della mia vita e che è stato il mio sogno, come ha detto qualcuno, la missione di questi anni. »

De Magistris rammenta di essere "stato in qualche modo ostacolato" nelle attività di Pubblico Ministero:
« che non mi è più possibile esercitare da alcuni mesi. Quello che ancora mi inquieta di più, in questo momento storico, è l'attività di delegittimazione, di ostacolo e di attacco nei miei confronti e della mia professione, e nei confronti di tutti coloro che hanno cercato, in questi mesi, in queste settimane e in questi anni di accertare i fatti.
Da ultimo, quello che è accaduto ai magistrati di Salerno che sono stati o sospesi o esiliati in altre parti del territorio nazionale. »

La scelta di De Magistris di impegnarsi in politica ha lasciato perplesso Aldo Pecora, leader di Ammazzateci tutti, movimento che fino ad allora lo aveva sempre sostenuto]

Luigi De Magistris è stato eletto al Parlamento di Strasburgo durante la tornata europea del 6 e 7 giugno 2009 risultando il più votato d'Italia, dopo Silvio Berlusconi, con 415.646 preferenze.
In data 20 luglio 2009 è stato eletto presidente della commissione del Parlamento Europeo preposta al controllo del bilancio comunitario.

In occasione dell'anniversario della scomparsa di Enrico Berlinguer, l'ex PM ha più volte mostrato apprezzamenti verso lo stesso, riconoscendosi nei valori e negli ideali portati avanti dall'allora esponente del Partito Comunista Italiano.
Ha anche affermato di essere stato un elettore del PCI.

Nonostante avesse dichiarato che una volta eletto avrebbe abbandonato l'attività di magistrato per dedicarsi completamente alla politica, ha chiesto ed ottenuto d'essere messo in aspettativa dal Consiglio Superiore della Magistratura, che gli ha concesso questo provvedimento in data 29 luglio 2009, suscitando anche critiche in ambienti vicini alla destra .

Luigi de Magistris si è dimesso dalla Magistratura il 19 novembre 2009, poco dopo l'insediamento al Parlamento Europeo.
Pubblicazioni

Giustizia e potere; a cura di Sergio Nazzaro, Roma, Editori riuniti, 2009 - ISBN 9788861900721.
Assalto al pm: storia di un cattivo magistrato; prefazione di Marco Travaglio, Milano, Chiarelettere, 2010 - ISBN 9788861900721.

Note
]^ Link ad articolo da La Stampa del 20 ottobre 2007.
^ Camera dei Deputati, Atti Parlamentari del 17 gennaio 1989
^ Corriere della Sera, giugno 2008
^ Repubblica, 23 febbraio 2009
^ Interrogazione Bucciero. Vedasi anche l'interrogazione Centaro ed altri Interpellanza Centaro ed altri.
^ Corriere.it.
^ Interrogazione Falomi.
^ interrogazione Mancini.
^ a b http://www.antoniodipietro.com/2009/03/luigi_de_magistris_in_europa.html
^ Francesco Cramer. «De Magistris, candidato con licenza d’insulto» (PDF). Il Giornale, 28 marzo 2009, p. 14. URL consultato in data 09-06-2009.
^ Francesco Cramer. «"Noi ragazzi di Calabria, usati e traditi"». Il Giornale, 20 marzo 2009. URL consultato in data 09-06-2009.
^ http://www.fainotizia.it/2009/04/29/perch%C3%A8-de-magistris-ha-scelto-di-candidarsi-con-litalia-dei-valori-e-non-con-il-pd
^ Corriere.it - Giustizia, De Magistris in aspettativa
^ Travaglio mette la foglia di fico davanti alle bugie dell'Idv
^ De Magistris non è più magistrato - Corriere Della Sera, 19 novembre 2009
^ Il plenum del CSM approva le dimissioni di Luigi De Magistris - La Repubblica, 20 novembre 2009

Bibliografia
Carlo Vulpio, Roba nostra. Storia di soldi, politica, giustizia nel sistema del malaffare,con una prefazione di Marco Travaglio, Roma, Il saggiatore, 2008 ISBN 9788842815419.
Antonio Massari, Il caso de Magistris, con una prefazione di Guido Ruotolo ed una postfazione di Sandro Ruotolo, Reggio Emilia, Aliberti Editore, ISBN 9788874243204
Emiliano Morrone, Francesco Saverio Alessio, La società sparente, con prefazione di Gianni Vattimo e di Angela Napoli, Pesaro, Neftasia Editore, 2007, ISBN 9788860380173.
Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Luigi de Magistris
Articolo su Wikinotizie:
Caso De Magistris: domani la decisione del CSM 23 ottobre 2007
Articolo su Wikinotizie:
Caso De Magistris:
gli atti dell'inchiesta Why not al Tribunale dei Ministri 24 ottobre 2007
Articolo su Wikinotizie:
Chiesta l'archiviazione per Luigi De Magistris 6 giugno 2008
Marco Travaglio,

"Scontro finale tra politica e magistratura, in: Passaparola, Voglioscendere.it, 8 dicembre 2008
Unità del fronte antimafia sul coraggioso esempio di Luigi De Magistris, articolo di Emiliano Morrone
La società sparente,
il libro che racconta del movimento dei giovani calabresi per Luigi De Magistris
Cronistoria di Why Not a cura di Aldo Pecora (Ammazzatecitutti)
Video intervista di Antonella Grippo ad Antonio Saladino nella trasmissione "PERFIDIA" di TelespazioTV, 29 ottobre 2007
http://www.criminologia.it/Luigi_De_Magistris/indice.htm
Klauscondicio: intervista a Luigi de Magistris, di Klaus Davi, 10 marzo 2009
Otto e mezzo, (La7): De Magistris il nuovo di Pietro, 21 aprile 2009 (Lilli Gruber e Federico Guglia intervistano Luigi de Magistris. In studio anche Stefano Capellini)
Iceberg, Telelombardia: Di Pietro e De Magistris ospiti ad Iceberg, conduce David Parenzo, 6 aprile 2009